Calcolo Quote Ereditarie

Come fare un testamento inserendo anche l’assicurazione vita

Calcolo Quote Ereditarie
Data pubblicazione 2017-10-26

Quando si pensa a come fare testamento, si teme che si tratti di una cosa complessa e costosa. Ma soprattutto ci si chiede se l’assicurazione vita possa essere inclusa.
La vita si allunga, tuttavia è bene pensare a come tutelare le persone che amiamo quando non ci saremo più.
Fare testamento è un’operazione intelligente: anche se, come vedremo, in ogni caso la legge tutela gli eredi attraverso il calcolo delle quote ereditarie.
E’ comunque possibile disporre di buona parte del proprio patrimonio, per lasciare indicazioni precise.
E’ possibile infatti disporre dei nostri beni in modo più specifico, disponendo del patrimonio a beneficio di parenti, amici o associazioni benefiche, per suddividere i beni immobili, i conti bancari, i proventi da un'assicurazione sulla vita, e beni mobili quali gioielli ed automobili.

Le varie forme di Testamento e l’assicurazione vita

Il Codice Civile prevede due tipologie di testamento, quello olografo e quello pubblico, sottoscritto attraverso un atto notarile:

Il Testamento olografo

Il testamento olografo - cioè scritto di proprio pugno da chi lo sottoscrive - è la forma più semplice di testamento.
Per la sua stesura non è necessario avvalersi di un professionista ed è sufficiente che chi lo scrive vi apponga la propria firma.
Nel testamento olografo può essere inserita anche l’assicurazione vita.

Come scrivere un Testamento olografo

Il testamento deve rispondere ad alcuni requisiti, molto importanti perchè, se non rispettati, si rischia la nullità dell’atto:

– il testamento olografo ha valore legale se è scritto sulla carta interamente dalla mano di chi lo firma.  Dunque non avrà alcun effetto un testamento scritto al computer, o con la macchina da scrivere, o dalla mano di qualcun altro e poi firmato dal testatore;
– il testamento deve riportare il giorno, il mese e l’anno in cui è stato sottoscritto;
– il testamento deve essere firmato dal testatore.

– nel testo si devono nominare gli eredi, indicandoli con nome e cognome o secondo il grado di parentela, ma senza generare confusione (per esempio “a mio nipote” sarebbe troppo generico, a meno che non fosse uno solo).

Un esempio? Solo per dare una indicazione di massima, il testamento potrebbe esordire così “ Io sottoscritto Mario Rossi, nel pieno delle mie facoltà mentali, nomino miei eredi i miei figli Francesco e Maria. Dispongo che la divisione dei beni assegni a Francesco la casa al mare ed a Maria quella in città. Lascio poi al mio amico Luca la collezione di francobolli e ai due nipoti Giuseppe e Chiara i proventi derivanti dell’assicurazione sulla vita…” 

Il calcolo delle Quote Ereditarie

E’ davvero possibile disporre liberamente dei propri beni? Non proprio.
Il Codice Civile individua le quote di patrimonio derivanti dalla cosiddetta quota di legittima.
Gli eredi legittimatari sono pertanto coloro che, per legge, riceveranno quote già stabilite e non derogabili del patrimonio, sia o meno stato redatto un testamento.

Le persone alle quali per legge, spetta una quota del patrimonio sono:

  • il coniuge
  • i figli legittimi, naturali o adottivi
  • gli ascendenti legittimi (genitori, fratelli e nonni) qualora non siano vivi i figli di colui che fa testamento.

Quanto alle quote, ecco i vari più frequenti: 

  1. Se il testatore ha un coniuge e un solo figlio, al primo spetta almeno un terzo del patrimonio ereditato e al figlio almeno un altro terzo.
    Dunque sarà possibile al testatore di disporre liberamente di un terzo del proprio patrimonio.

    2. Se il testatore lascia il coniuge e più figli, i figli ricevono almeno la metà dei beni, mentre al coniuge resterà almeno un quarto. In questo caso, il testatore disporrà liberamente di una quota disponibile pari ad un quarto del patrimonio.

  2. Se al testatore succede un solo figlio, in quanto il coniuge è già mancato, ad egli spetta almeno la metà del patrimonio. Se invece al testatore succedono più figli, ad essi spettano almeno i due terzi del patrimonio.
    Dunque nel primo caso la quota disponibile è della metà e nel secondo pari ad un terzo del patrimonio.

    4. Se al testatore succede solo il coniuge, a questo spetta almeno la metà del patrimonio, oltre al diritto di abitazione sulla eventuale casa di proprietà.

    5. Se il testatore lascia solo il coniuge e uno o più ascendenti legittimi, genitori e fratelli, il coniuge avrà almeno la metà del patrimonio mentre gli ascendente almeno un quarto.
  3. Se il testatore ha solo solo ascendenti legittimi, essi riceveranno almeno un terzo del suo patrimonio.

Nel patrimonio rientrano anche le Polizze Vita

Sono tante le persone che sottoscrivono una polizza sulla vita, anche a garanzia di un eventuale mutuo.
L’assicurazione vita è spesso oggetto di quota disponibile, ne viene cioè disposto il lascito a parenti, amici o enti benefici senza includerla nella quota di legittima, che riguarda in genere immobili e conti bancari.
La Polizza Vita è un ottimo strumento per tutelare una persona cara, che sia un congiunto ma anche qualcuno al di fuori dei parenti, già garantiti per legge.

Modalità di conservazione del Testamento:

Il testamento olografo va conservato o presso un Notaio, o lasciato in copia in un posto sicuro, anche presso un parente fidato.
Se ne possono fare infatti più originali, o fotocopie ma solo per indicare presso quale notaio è depositato l’originale.

Categoria: Vita