Le Procedure per Aprire un Negozio Reale, in Franchising e Online

Ecco cosa serve per aprire un negozio

Le Procedure per Aprire un Negozio Reale, in Franchising e Online
Data pubblicazione 2017-09-27

Aprire un negozio, o un’attività commerciale, è una delle strade intraprese da non pochi giovani intraprendenti o ingegnosi disoccupati che devono reinventarsi in un mercato del lavoro stagnante a causa della lunga e incessante crisi economica.

Ovviamente bisogna prima di tutto avere bene in mente in quale settore merceologico inserirsi, fare uno studio commerciale dei bisogni concreti nonché della zona scelta per l’apertura dell’attività.

Un buon piano d’azione che preventivi e preveda tutte le possibili sfaccettature, minacce e possibilità offerte da questa avventura imprenditoriale è consigliatissimo per evitare di trovarsi impreparati di fronte a problemi e difficoltà.

Per esempio, un gesto di sana premura è quello di attivare un' assicurazione negozio contro furti e rapine o incidenti e atti vandalici che possono danneggiare il negozio o la preziosa merce contenuta al suo interno.

Una volta gestita la fase di studio iniziale, passare ai fatti è piuttosto semplice. Grazie alla legge Bersani che ha liberalizzato il commercio, la procedura da seguire per aprire un negozio è, difatti, quasi una passeggiata.

Bisogna prima di tutto distinguere il settore merceologico, se esso è alimentare o non alimentare.

Nel primo caso saranno necessari permessi e certificazioni, come la SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) o come l’attestato HCCP (Hazard-Analysis and Control of Critical Points, protocollo volto a prevenire la contaminazione degli alimenti).

Quindi se si vuole aprire un bar, un ristorante o un albergo che tratta alimenti bisogna prima di tutto essere abilitati a questo tipo di commercio, oltre alla classica registrazione al REC.

Per i negozi non alimentari, invece, non c’è bisogno di permessi o licenze particolari se il locale è uguale o inferiore ai 250 mq nei comuni con più di 10.000 abitanti o ai 150 mq nei comuni con meno di 10.000 abitanti.

Se la grandezza del negozio rientra in queste misure, basta solo inviare al Comune in cui si opera una dichiarazione di inizio attività, la cosiddetta SCIA, tramite lo sportello telematico SUAP, disponibile sul sito del Comune.

Se l’ampiezza del negozio supera queste grandezze, bisogna richiedere al Comune la licenza, ossia l’autorizzazione amministrativa a vendere.

Quanto costa aprire un negozio?

Nell’aprire un negozio i costi da sostenere comprenderanno sicuramente le spese per l’apertura della posizione IVA, l’iscrizione alla Camera di Commercio, i contributi INAIL e INPS.

A queste vanno aggiunte quelle per l’acquisto del prodotto venduto, della ristrutturazione e arredamento del negozio nonché quelle per l’affitto o l’acquisto del locale e le bollette.

Fare un preventivo del totale di queste spese è difficile, ma sicuramente ci vorranno oltre i 20.000€.

Aprire un negozio in franchising

Aprire un negozio in franchising è uno dei modi per tenere quanto più possibile sotto controllo le spese.

Per ottenere informazioni relative al tipo di commercio nonché ai costi da sostenere occorre rivolgersi ai franchisor, inoltre si possono chiedere delle opinioni agli altri rivenditori del marchio di cui si vuole divenire affiliati per avere le idee più chiare.

Aprire un negozio online

Aprire un negozio online è invece una delle soluzioni migliori per abbattere al massimo i costi.

Occorre però avere un’ottima organizzazione e gestione della logistica che siano in grado di garantire consegne puntuali e coordinazione dei reclami nonché delle sostituzioni.

Si può iniziare con un negozio online su eBay, su Amazon o su Etsy e vedere come va prima di aprire e gestire un proprio sito online con tanto di e-commerce incluso.

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