Enpapi, come funziona l’assicurazione professionale

Enpapi: l’iscrizione

Enpapi, come funziona l’assicurazione professionale
Data pubblicazione 2017-08-18

Per iniziare questo viaggio alla scoperta della Cassa previdenziale creata per la professione infermieristica, bisogna chiarire l’Enpapi cos’è.

In primis, Enpapi è l’acronimo che sta a indicare l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica, precedentemente noto con il nome di Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza in favore di IPASVI, istituito originariamente il 24 marzo del 1998.

Come lascia intendere il nome, lo scopo di questo istituto privato è quello di fornire tutela previdenziale e protezione assistenziale a tutti i soggetti che praticano la libera professione nel campo infermieristico. Praticando la professione da liberi professionisti, infatti, questi non rientrano per legge nelle gestioni INPS e sono costretti ad affidarsi all’Enpapi per garantirsi quelle tutele professionali e previdenziali essenziali per lavorare con la dovuta serenità.

Enpapi: l’iscrizione

Chi può iscriversi all’Enpapi?

Tutti coloro che rientrano nella definizione di libero professionista nel campo infermieristico, ossia: infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia – ossia gli infermieri pediatrici. Conditio sine qua non per potersi iscrivere alla Cassa previdenziale dell’Enpapi è quella di esercitare l’attività come libero professionista, ossia senza che sussista alcun vincolo di subordinazione, poiché, nel caso in cui l’infermiere sia un lavoratore dipendente la competenza previdenziale e assicurativa cade sotto l’amministrazione dell’INPS.

Per converso, all’Enpapi l’iscrizione è obbligatoria per tutti gli infermieri liberi professionisti, anche per quelli che lo sono solo in parte perché legati da un contratto di lavoro da dipendente – in questo secondo caso si parla di gestione separata.

Occorre chiarire che per gestione separata si intendono tutti i soggetti che si trovano in una condizione lavorativa intermedia tra il lavoro autonomo e quello subordinato, nello specifico vengono considerati parte di questo gruppo le persone che svolgono lavoro autonomo e al contempo hanno uno dei seguenti contratti lavorativi: di collaborazione occasionale o coordinata e continuativa o a progetto e tutti quelli che svolgono lavoro come componenti degli organi di amministrazione e controllo dei Collegi Provinciali IPASVI o come componenti degli organi di amministrazione e controllo di studi Associati e Cooperative.

Per potersi iscrivere è necessario rispondere a due requisiti fondamentali: in primis, bisogna essere iscritti a un Collegio Provinciale IP.AS.VI. e in secundis, come già detto, bisogna esercitare l’attività come libero professionista.

Soddisfatti questi due assunti, per scaricare i documenti da inviare per l’iscrizione basta collegarsi al sito di Enpapi, la modulistica è infatti disponibile sul portale dell’Ente, non si deve far altro che cliccare su "Iscrizioni" nel menù in alto a sinistra e poi scegliere la voce "Modulistica", così si potranno scaricare i documenti necessari in formato pdf.

Una volta scaricati, bisogna compilare i moduli in ogni loro parte, allegare una copia di un documento di identità valido e inviare il tutto a mezzo lettera raccomandata A/R alla sede dell’Enpapi, l’indirizzo è via Alessandro Farnese, 3, 00192 Roma.

Non ci si può sbagliare poiché solo a Roma si trovano gli uffici della Cassa previdenziale, quindi l’unico indirizzo disponibile è quello fornito.

Se l’iscrizione è andata a buon fine, si riceverà da parte dell’Enpapi un documento recante il numero di matricola volto a identificare il singolo soggetto.

I contributi da dovere all’Enpapi

Le tipologie di contributi da versare all’Enpapi si distinguono in: contributi soggettivi, contributi integrativi e contributi di maternità.

I primi corrispondono a un importo fisso annuo che viene stabilito anno per anno dall’ente e che è indipendente dal reddito professionale prodotto.

A questo contributo va poi sommata un’aliquota che viene calcolata in base al reddito prodotto. Con l’Enpapi 2017 l’aliquota prevista è del 16%, registrando un incremento dell’1% rispetto a quella dell’anno precedente.

Per venire incontro alle esigenze dei contributori, l’istituto permette di rateizzare l’importo in 12 mensilità o di limitarlo ai soli mesi in cui deve essere attivata l’assicurazione professionale. Il contributo integrativo corrisponde invece al 4% dei corrispettivi lordi che formano il reddito imponibile dell’attività professionale, con un contributo minimo fisso pari a 150 euro.

Resta, infine, il contributo di maternità che corrisponde a un importo fisso determinato anno per anno in base alle indennità di maternità erogate alle sole libere professioniste.

Ogni anno chi usufruisce con l’Enpapi dell’assicurazione professionale deve comunicare all’ente la propria dichiarazione dei redditi, così da poter dare la possibilità alla Cassa previdenziale il tempo di calcolare i contributi dovuti.

La comunicazione dei redditi può essere effettuata attraverso l’area riservata sul sito dell’Enpapi.

Per qualsiasi necessità, si può contattare l’ente attraverso il numero verde 800.070.070 dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 20:00, oppure si può inviare una mail agli indirizzi indicati nel sito.

Per comunicazioni ufficiali si può richiedere all’Enpapi la pec personale, è un servizio gratuito messo a disposizione dall’istituto che permette così di poter usufruire di una posta certificata per qualsiasi mail di cui è importante tenerne traccia.

Tra le altre prestazioni erogate dall’ente ci sono: la pensione di vecchiaia, la pensione di invalidità, la pensione di inabilità, la pensione di reversibilità, l’indennità di maternità, l’indennità di malattia, le indennità connesse allo stato di bisogno dei propri iscritti, contributo per le spese funebri.

Le dichiarazioni per il modello UNI/2017 vanno obbligatoriamente presentate entro l’11 settembre 2017.

Enpapi, le agevolazioni disponibili

Sono disponibili da parte dell’Enpapi delle agevolazioni pari al 50% di riduzione del contributo soggettivo minimo.

Le riduzioni possono essere attivate per chi ha un contratto di lavoro part-time, chi è rimasto inattivo per almeno 6 mesi, chi non ha compiuto il 30° anno di età e, infine, chi è titolare di Partita IVA, ma solo per i primi 4 anni di iscrizione all’ente.

Categoria: Professioni