Pensione di Reversibilità, Ecco Come Funziona

A chi spetta la pensione di reversibilità: ecco tutti i requisiti

Pensione di Reversibilità, Ecco Come Funziona
Data pubblicazione 2017-09-22

Pensione di reversibilità, a chi spetta, chi ne ha diritto, come funziona: ecco tutte le informazioni utili riguardo l’assegno che va al superstite.

Pensione di reversibilità 2017: chi ne può beneficiare

La pensione ai superstiti è una prestazione economica che spetta ai familiari del pensionato o del lavoratore assicurato. Nel primo caso è definita pensione di reversibilità, nel secondo pensione indiretta.

Ne hanno diritto il coniuge superstite – anche separato, se titolare di assegno di mantenimento –, il coniuge divorziato, i figli, i nipoti a carico degli ascendenti, i genitori a carico del lavoratore e non titolari di pensione e i fratelli non coniugati e dichiarati inabili.

Anche i superstiti dell’unione civile possono accedere alla pensione indiretta o diretta di reversibilità.

Nel caso non siano stati maturati i requisiti necessari al conseguimento della pensione di reversibilità, gli eredi del lavoratore possono presentare domanda di indennità una tantum.

La pensione di reversibilità per i figli: i requisiti

Alla  pensione di reversibilità hanno diritto i figli minorenni e gli studenti di scuola professionale o scuola secondaria di secondo grado fino all’età di 21 anni. Anche gli studenti universitari under 26 in corso legale di studi possono accedere alla prestazione.

La pensione spetta anche ai figli adottivi e affiliati e a quelli nati dal precedente matrimonio del coniuge. Nel caso dei figli maggiorenni non studenti, il diritto viene riconosciuto qualora gli stessi siano dichiarati dall’INPS inabili al lavoro: siano, cioè, impossibilitati a svolgere qualunque tipo di attività lavorativa a causa di menomazioni fisiche o mentali.

Al momento del decesso i figli devono risultare inoltre a carico del genitore, ossia in condizioni di insufficienza economica: percepire, cioè, un reddito individuale non superiore al trattamento minimo della pensione maggiorato del 30%.

L’erogazione della pensione viene sospesa qualora il coniuge contragga nuove nozze o venga meno lo stato di inabilità dei figli.

Cos’è la pensione indiretta

La pensione spetta ai familiari dei titolari di pensione diretta, definizione che comprende le pensioni di vecchiaia, di anzianità, le pensioni anticipate, le pensioni di inabilità e di invalidità.

La cosiddetta pensione indiretta, invece, viene erogata ai familiari superstiti dell’assicurato. Questo, a patto che il lavoratore abbia conseguito un numero minimo di anni di assicurazione e di contribuzione o di contributi settimanali, più precisamente:

- 15 anni di assicurazione e di contribuzione (o 780 contributi settimanali);

- in alternativa, cinque anni di assicurazione e contribuzione (o 260 contributi settimanali), di cui almeno tre anni (o 156 contributi settimanali) nel quinquennio precedente al decesso.

Pensione di reversibilità e cumulo dei redditi

La pensione di reversibilità e la pensione indiretta corrispondono normalmente al 60% della pensione percepita dal defunto o a cui avrebbe avuto diritto l’assicurato.
In presenza di altri redditi o di attività lavorativa, la pensione assegnata al coniuge superstite può subire una riduzione.

Quest’ultima viene definita in base a specifiche soglie, a cui corrisponde un abbattimento del 25%, del 40% o del 50% in base al reddito annuo percepito.
Le soglie minime variano di anno in anno e devono essere raffrontate alla somma dei redditi assoggettabili all’IRPEF, al netto dei contributi assistenziali e previdenziali.

Più in particolare, la riduzione risulta del 25% se il reddito supera di 3 volte il trattamento minimo del fondo pensioni lavoratori dipendenti. Se lo splafonamento è di 4 o 5 volte superiore, la decurtazione ammonta rispettivamente al 40% e al 50%.

I limiti di cumulabilità vengono applicati se a percepire la pensione è solo il coniuge. Se tra gli aventi diritto, oltre al coniuge, rientrano anche i figli – studenti, minorenni o inabili – è consentita la cumulabilità della pensione con i redditi.

Cosa succede nell’eventualità che il versamento dei contributi riguardi diverse gestioni, casse e una assicurazione fondo pensione? In questo caso è possibile ottenere il diritto a un’unica pensione ai superstiti grazie alla cosiddetta totalizzazione.

La pensione ai superstiti in regime di totalizzazione prevede il sistema pro-quota per il calcolo delle singole gestioni pensionistiche.

Come presentare la domanda

La domanda va presentata per via telematica tramite il sito dell’ente assicuratore in questione: gestione separata, gestione artigiani e commercianti o fondo pensione lavoratori dipendenti. È possibile compilarla in autonomia utilizzando il codice Pin dell’INPS o, in alternativa, avvalersi dell’assistenza di un patronato.

Alla domanda vanno allegati il certificato di morte, il certificato di matrimonio, lo stato famiglia, la dichiarazione dei redditi e la dichiarazione sul diritto alle detrazioni d’imposta.

Nel caso della pensione ai superstiti in regime di totalizzazione la domanda deve essere presentata all’INPS.

Pensioni di reversibilità: novità in vista?

La nuova legge sulle pensioni di reversibilità potrebbe modificare il quadro esistente, restringendo in modo significativo la platea degli aventi diritto.

L’obiettivo è trasformare le pensioni di reversibilità in prestazioni assistenziali e non più previdenziali. In questo modo, a beneficiarne sarebbero solo le persone in reale stato di necessità. La novità prevede che la pensione sia vincolata al modello ISEE e dunque alla rendita dell’intero nucleo familiare.

Categoria: Vita