Le Procedure Fallimentari: Funzionamento e Novità del Nuovo Rito

Quali sono gli organi preposti alla nuova procedura fallimentare e come funzionano

Le Procedure Fallimentari: Funzionamento e Novità del Nuovo Rito
Data pubblicazione 2017-11-23

Quali gli organi preposti e come funzionano: le novità regolate dal Ddl 2017 approvato dal Senato: la procedura fallimentare affonda le radici nell' r.d. n. 267 del 16/03/1942 la cosiddetta 'legge fallimentare'.

Nel corso degli anni la legge è stata oggetto di variazioni, che l'hanno adeguata puntualmente al panorama nazionale e comunitario del diritto.

Procedura fallimentare nuovo rito

L'11 ottobre 2017 il Senato ha approvato il disegno di legge di riforma che, di fatto, dà mandato al Governo di adottare tutta una serie di decreti per riordinare la materia.

La procedura fallimentare 2017 considera nuove norme e regole come ad esempio quelle relative all’esdebitazione, regolata dall'art. 142 della legge fallimentare, e formulata per garantire agli imprenditori di liberarsi dai debiti residui.

Il testo del Ddl contiene tutta una serie di novità. In fatto di procedura fallimentare i tempi prevedono  la possibilità di presentare la domanda di esdebitazione, in seguito alla chiusura delle procedura di liquidazione giudiziale, e comunque in ogni caso passati tre anni dall'avvio della procedura.

Le nuove regole dell'esdebitazione

Nel caso di insolvenze di marginale portata l'esdebitazione verrà applicata di diritto, a patto che i creditori non presentino opposizioni in tribunale.

Il Ddl 2017 prevede novità anche per le società in fatto di esdebitazione, consentendo alle stesse di beneficiare della liberazione dai debiti residui a patto che gli amministratori, o i soci, risultino meritevoli.

Per mettere al sicuro una realtà societaria, ed evitare che corra rischi inutili, può fare la differenza sottoscrivere un'assicurazione azienda.

In linea con il nuovo Ddl il Governo dovrà occuparsi di cancellare, definitivamente,  la dichiarazione di fallimento d'ufficio dalle norme che regolano la disciplina dell'amministrazione straordinaria delle realtà societarie di grande portata, che versano in uno stato di crisi.

Il fallimento: i caratteri

Il fallimento considera l'incapacità dell'imprenditore o dell'azienda di far fronte regolarmente alle obbligazioni.

I caratteri del fallimento considerano:

. l'universalità, ovvero il coinvolgimento di tutto il patrimonio del debitore

. la concorsualità, ovvero la procedura che viene messa in atto per tutelare l'interesse della cerchia dei creditori del fallito.

Per dichiarare fallimento devono essere considerate tre categorie di presupposti ovvero quelli soggettivi, quelli oggettivi ed infine quelli negativi.

Gli organi preposti al fallimento

Sono quattro i soggetti che permetteranno il completamento dell'intera procedura fallimentare.

Nel dettaglio:

. il tribunale fallimentare: nomina il giudice delegato e il curatore, impone al fallito di consegnare i bilanci, le scritture contabili e fiscali ma anche l'elenco dei creditori. Il tribunale inoltre stabilisce giorno luogo e ora dell'udienza in cui si valuterà il passivo, e impone ai creditori di presentare regolare domanda di insinuazione 30 giorni prima dell'incontro;

. il giudice delegato: vigila e controlla sulla regolarità delle procedure:

. il curatore: amministra il patrimonio fallimentare portando a compimento le necessarie operazioni;

. il comitato dei creditori: rappresenta i creditori.

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