Benchmark

Ecco il significato di Benchmark

Il termine benchmark deriva dalla lingua inglese e fa riferimento ad un metodo basato sul confronto sistematico che permette alle aziende che lo utilizzano di confrontarsi con le migliori aziende e soprattutto di poter prendere da queste spunto per potersi migliorare.

Si parla quindi sostanzialmente di un parametro di riferimento il quale costituisce un valido strumento nell’ambito dei mercati finanziari, per valutare il rischio del mercato nel quale si investe e sostenere l’investitore nella valutazione dei rischi legati alla gestione di una certa quotazione di titoli e per assolvere a questa funzione il benchmark presenta una struttura tale da rispecchiare quel determinato mercato.

Ogni benchmark dovrebbe quindi essere caratterizzato da quattro elementi:

- Trasparenza: ossia gli indici utilizzati sono calcolati con regole chiare, semplici e replicabili autonomamente dagli investitori;
- Rappresentatività: ossia gli indici utilizzati sono rappresentativi di quel tipo di mercato;
- Replicabilità: ossia gli indici utilizzati sono replicabili con attività acquistabili direttamente sul mercato.


In linea generale l’uso più comune che si da di questo strumento è legato alla valutazione della gestione di un fondo: non a caso il testo unico in materia di intermediazione finanziaria prevede l’obbligo di indicazione di un benchmark per ogni fondo gestito, e l’obbligo di mostrare la rendicontazione rispetto a questo strumento in modo periodico e su base semestrale al soggetto sottoscrittore.

Lo strumento è utilizzato particolarmente nel risparmio gestito proprio per confrontare i rendimenti dei fondi comuni di investimento; tuttavia i benchmark utilizzati dagli investitori sono molti e possono riguardare diversi prodotti quali i titoli a breve, medio o lungo termine, oppure le obbligazioni ad alto rendimento o ancora i titoli di stato di paesi sovrani con elevato o basso rating.

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