Come Denunciare l’infortunio sul Lavoro

Tutto quello che c’è da sapere in caso di infortunio sul lavoro

Come Denunciare l’infortunio sul Lavoro
Data pubblicazione 2017-09-22

Un infortunio sul lavoro a volte può compromettere seriamente la serenità di una famiglia. Ecco perché è bene sempre pensare ad una garanzia in più che possa metterci al riparo da brutte sorprese e da situazioni difficili.

Ecco una serie di informazioni utili per chi malauguratamente si trovi a dover gestire un infortunio sul lavoro.

Infortuni sul lavoro: cosa fare?

Come ci si comporta nel momento in cui si verifica un infortunio lavorativo, incluso un infortunio in itinere ed eventi che comportino lesioni di tipo lieve?

Per prima cosa, il lavoratore è tenuto a informare tempestivamente il proprio datore di lavoro o eventuale altro soggetto preposto.

È necessario presentare immediatamente il certificato rilasciato dal proprio medico o dalla struttura sanitaria competente. Nel caso le cure per la patologia acquisita si protraggano oltre la prognosi inizialmente prevista, bisognerà fornire il prolungamento dei giorni compilato dal medico curante.

Sarà cura del datore di lavoro inviare la copia della documentazione all’istituto assicuratore. Nell’eventualità che i giorni di prognosi siano superiori a tre, il datore di lavoro dovrà obbligatoriamente utilizzare il modello denuncia infortuni sul lavoro INAIL da trasmettere per via telematica.

Nel caso sia richiesto il ricovero in ospedale, la struttura sanitaria dovrà provvedere a inviare la copia dei certificati al datore di lavoro e all’INAIL.

Durante il periodo di assenza dal lavoro, il lavoratore è tutelato dall’INAIL che copre le spese sostenute per le cure e gli esami diagnostici preventivamente concordati con l’istituto. Qualora dovesse essere riconosciuto un danno biologico o un’inabilità permanente, il lavoratore avrà diritto anche all’esenzione ticket per la sua patologia specifica.

In caso di danno biologico l’indennità viene calcolata in base alle tabelle INAIL che definiscono le diverse menomazioni secondo criteri precisi a cui corrispondono specifiche percentuali.

La normativa sul danno biologico distingue tra gli infortuni avvenuti prima e dopo il 25 luglio 2000. Nel secondo caso è prevista la tutela del danno biologico sotto forma di indennità in denaro per menomazioni di gravità compresa tra il 6% e il 15% e con rendita diretta nei casi superiori a questa soglia.

Infortuni sul lavoro: il risarcimento

Cosa succede quando un lavoratore subisce un infortunio sul lavoro o contrae una malattia professionale e ha stipulato una assicurazione infortuni?

L’assicurazione sugli infortuni copre tutti gli eventi che, durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, causano un danno alla salute del lavoratore.

Non è strettamente necessario che l’evento si verifichi durante l’orario di lavoro e sul posto di lavoro come può avvenire, ad esempio, nel caso di inalazione di sostanze tossiche o di sforzi muscolari eccessivi.

È fondamentale che sussista un rapporto, anche indiretto, di causa effetto tra l’infortunio e l’attività lavorativa. Il risarcimento, non a caso, scatta anche nel caso del cosiddetto infortunio in itinere che si verifica durante lo spostamento tra casa e lavoro.

A chi spetta il risarcimento? In riferimento alla giornata lavorativa in cui si è verificato l’infortunio, deve farsene carico il datore di lavoro nella misura del 100% della retribuzione giornaliera cui ha diritto il lavoratore. Nei tre giorni successivi all’evento – nel cosiddetto periodo di carenza –, e in caso di malattia professionale che comporti l’assenza dal posto di lavoro, il datore di lavoro dovrà risarcire il 60% della retribuzione, salvo diversi accordi sindacali.

A partire dal quarto giorno e per tutto il periodo di assenza dal lavoro – fino, cioè, all’avvenuta guarigione – il risarcimento spetta all’INAIL.

Indennità per l’infortunio sul lavoro in busta paga

Il pagamento dell’indennità per infortunio sul lavoro viene corrisposto nella prima busta paga disponibile. L’indennità per l’assenza temporanea dal lavoro può essere anticipata dal datore di lavoro o erogata direttamente dall’INAIL.

Il risarcimento dell’infortunio non prevede limite di durata e copre l’intero periodo di assenza dal lavoro fino al momento dell’avvenuta guarigione.

È importante sottolineare che il lavoratore, d’altra parte, è tenuto a verificare i limiti previsti per la conservazione del posto di lavoro in caso di assenza prolungata.

Qualora sia necessario prolungare le cure rispetto a quanto inizialmente previsto, bisognerà fornire un nuovo certificato per ottenere il prolungamento dei giorni di indisposizione al lavoro, compilato e firmato dal medico curante.

Dopo la guarigione, il lavoratore dovrà sottoposti alla visita medico-legale per quantificare l’eventuale danno permanente causato dalla malattia professionale o dall’infortunio. Periodicamente, il lavoratore potrà essere inviato a sottoporsi a ulteriori visite di revisione, finalizzate a confermare l’entità del danno o ad accertare l’eventuale diminuzione o aumento dello stesso.

Il lavoratore ha la facoltà di opporsi all’esito della revisione e di richiedere l’aggravamento della patologia.

Come denunciare l’infortunio sul lavoro

La denuncia dell’infortunio sul lavoro deve essere effettuata entro due giorni dal verificarsi dell’evento o, in caso di malattia professionale, entro due giorni dal ricevimento del certificato medico.

Il lavoratore ha diritto al risarcimento anche nel caso il datore di lavoro non effettui la denuncia nei termini previsti per legge.

La mancata denuncia dell’infortunio entro i tempi prestabiliti comporta una multa amministrativa. Se a subire l’infortunio è un lavoratore autonomo impiegato nel settore artigianato o in agricoltura, non sono previste sanzioni in caso di omessa o ritardata denuncia.

In questo caso, tuttavia, il rimborso non copre i giorni precedenti alla comunicazione della denuncia.

Categoria: Salute