Glossario assicurativo · Codice della strada
Autostrada
L'autostrada è una strada extraurbana o urbana ad alta capacità, con carreggiate separate, almeno due corsie per senso di marcia, corsia di emergenza e nessuna intersezione a raso. È riservata ai veicoli a motore e consente velocità più elevate rispetto alla viabilità ordinaria, fino a 130 km/h.
Sinonimi: Strada a scorrimento veloce
Autostrada: cos'è secondo il Codice della Strada
Autostrada non è solo "la strada veloce". È una categoria precisa, definita dal Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), pensata per smaltire grandi volumi di traffico ad alta velocità tenendoli separati dalla viabilità ordinaria. Niente incroci, niente passaggi pedonali, niente trattori: solo veicoli a motore, in flusso continuo.
Perché una strada possa fregiarsi del nome devono ricorrere requisiti tecnici stringenti. Carreggiate indipendenti o divise da spartitraffico invalicabile, almeno due corsie di marcia per senso, corsia di emergenza o banchina pavimentata a destra. Nessuna intersezione a raso, nessun accesso privato. Recinzione lungo tutto il tracciato, segnaletica di inizio e fine, aree di servizio e di parcheggio raggiungibili con corsie di accelerazione e decelerazione.
I requisiti tecnici che la distinguono
Il Codice ammette qualche deroga, ma certi standard non si toccano:
- gli svincoli devono essere accessibili solo tramite corsie di accelerazione e decelerazione, mai con immissioni dirette;
- le carreggiate restano sempre separate da spartitraffico continuo;
- lungo il percorso devono comparire con regolarità aree di sosta e colonnine SOS per le emergenze;
- inizio e fine vanno segnalati con i cartelli dedicati.
Sono regole che hanno un fine solo, e non burocratico: tenere il flusso prevedibile. Quando tutti viaggiano nella stessa direzione, senza incroci e senza ostacoli improvvisi, la velocità alta diventa sostenibile. Tolto uno di questi elementi, la sicurezza crolla.
Pedaggio, limiti e perché contano per chi guida
Molte autostrade italiane prevedono un pedaggio, calcolato sui chilometri tra il casello d'ingresso e quello d'uscita. Il limite di velocità ordinario è 130 km/h — il più alto della rete — con tratti attrezzati che in teoria possono arrivare a 150, anche se nella pratica restano l'eccezione.
E qui entra il punto che riguarda da vicino chi assicura un'auto. La velocità più alta significa che, quando qualcosa va storto, le conseguenze sono più pesanti: un tamponamento a 130 km/h non è un tamponamento da città. È una delle ragioni per cui i controlli con autovelox sono fitti, e per cui rispettare i limiti incide non solo sui punti della patente ma, indirettamente, sulla tua storia assicurativa.
Un esempio. Un tamponamento a catena in autostrada con più feriti può generare risarcimenti molto superiori a quelli di un urto in centro città. Ecco perché la scelta del massimale sulla polizza RC Auto non è un dettaglio per chi macina chilometri in autostrada: è proprio lì che i danni possono superare i minimi di legge.
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