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Business15 luglio 2026

Polizze catastrofali imprese: scadenze e decorrenze 2026

Obbligo polizze catastrofali imprese: le decorrenze per fasce dimensionali aggiornate al 2026, le proroghe di settore e cosa rischia chi non si adegua.

Polizze catastrofali imprese: scadenze e decorrenze 2026

Indice

Se gestisci un'impresa con sede o stabile organizzazione in Italia, l'obbligo di polizza catastrofale ti riguarda. Punto. La domanda vera non è più "devo farlo?", ma "entro quando, per la mia dimensione?". E qui il quadro è cambiato parecchio tra il 2025 e il 2026, tra un decreto correttivo e un Milleproroghe che ha rimescolato le date.

Facciamo ordine, perché il rischio concreto non è una multa: è restare tagliati fuori dagli aiuti pubblici proprio quando servono.

Cosa dice la legge e perche riguarda la tua impresa

L'obbligo nasce con la Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023), articolo 1, commi da 101 a 111. La norma impone alle imprese di stipulare una copertura contro i danni catastrofali a terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature, provocati da eventi naturali: terremoti, alluvioni, frane, inondazioni, esondazioni.

Il testo originario fissava tutto al 31 dicembre 2024. Poi il decreto correttivo del 2025 ha fatto una cosa sensata — ha spezzato la scadenza unica in base alla dimensione dell'azienda. Perché chiedere alla microimpresa di tre persone e alla multinazionale di adeguarsi lo stesso giorno non aveva molto senso, né sul piano operativo né su quello del mercato assicurativo, che si sarebbe intasato.

Abbiamo già raccontato l'impianto originario della norma nell'approfondimento sui nuovi obblighi con la Legge di Bilancio 2024. Qui ci concentriamo su ciò che è cambiato dopo: le date reali, quelle su cui rischi di sbagliare.

Le decorrenze per fascia dimensionale, aggiornate al 2026

Il calendario dell'obbligo, così come si è assestato tra il decreto correttivo e il Milleproroghe, è questo:

  • Grandi imprese — obbligo in vigore dal 1° aprile 2025. Nei primi novanta giorni non sono scattate conseguenze sull'accesso ai contributi, una finestra di tolleranza pensata per dare respiro sulla prima applicazione.
  • Medie imprese — obbligo dal 1° ottobre 2025.
  • Micro e piccole imprese — la decorrenza era fissata al 1° gennaio 2026, ma il Decreto Milleproroghe ha spostato il termine utile al 31 marzo 2026. È la fascia più numerosa, ed è quella che in questi mesi si sta muovendo in ritardo.

Le soglie dimensionali seguono i parametri europei (numero di dipendenti, fatturato, totale di bilancio). Un dettaglio che sfugge spesso: conta la classificazione reale dell'impresa, non l'autopercezione. Molte aziende che si considerano "piccole" ricadono in realtà nella fascia media per fatturato, e hanno quindi una scadenza già passata. Vale la pena verificarlo con il commercialista prima di dare per scontata la data.

Le proroghe di settore: turismo, somministrazione, pesca

Oltre alle fasce dimensionali, il legislatore ha ritagliato deroghe per alcuni comparti particolarmente esposti o in difficoltà:

  • Imprese turistico-ricettive ed esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (bar, ristoranti, alberghi): obbligo differito, con decorrenza dal 1° aprile 2026.
  • Pesca e acquacoltura: con il decreto-legge 27 febbraio 2026, n. 25, il termine è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026, a prescindere dalla dimensione.

Tradotto: se hai un ristorante o un B&B, non sei nella fascia "micro imprese generica" al 31 marzo, ma in quella settoriale ad aprile. Sono pochi giorni di differenza, ma sbagliare perimetro significa muoversi con la data sbagliata in testa. Se gestisci una struttura ricettiva, il tema copertura si intreccia con quello più ampio dell'assicurazione per B&B e case vacanza, che copre rischi diversi ma complementari.

Cosa succede se non ti assicuri

Qui c'è il fraintendimento più comune. Molti imprenditori cercano "la multa per chi non fa la polizza catastrofale" e non la trovano — perché per la generalità delle imprese non esiste una sanzione pecuniaria automatica.

La conseguenza è più subdola. La mancata stipula viene valutata nell'assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni finanziarie pubbliche, comprese quelle a valere su fondi statali. In un Paese dove buona parte degli investimenti aziendali passa da bandi, crediti d'imposta e incentivi, restare senza copertura significa auto-escludersi da una fetta di risorse. Non è una porta chiusa in faccia oggi, è una porta che non si apre domani, quando chiederai l'aiuto.

C'è poi la ragione per cui la norma esiste in primo luogo, e che nessuna scadenza dovrebbe far dimenticare: il rischio reale. L'Italia è tra i territori più fragili d'Europa su sismi e dissesto idrogeologico, e gli eventi estremi si stanno intensificando. Un capannone allagato o un impianto distrutto da una frana, senza copertura, è un colpo che molte PMI non assorbono.

Cosa deve coprire davvero la polizza

La norma non lascia mano completamente libera alle compagnie. Fissa alcuni paletti a tutela dell'impresa:

  • lo scoperto o la franchigia non può superare il 15% del danno per le imprese di dimensione minore, con soglie definite dai decreti attuativi;
  • i premi devono essere proporzionati al rischio effettivo, non applicati a forfait;
  • la copertura riguarda i danni diretti agli asset materiali dell'azienda da eventi catastrofali, non i danni indiretti o il fermo attività, che restano garanzie a parte da valutare.

Un errore che vediamo spesso: pensare che una vecchia polizza incendio già copra il terremoto o l'alluvione. Quasi mai è così. Gli eventi catastrofali sono storicamente esclusi dalle polizze property standard, oppure inclusi con massimali simbolici. Se hai già una copertura sul fabbricato, la mossa giusta è farla leggere per capire cosa manca — non ripartire da zero, ma nemmeno dare per scontato di essere a posto. Il ragionamento è lo stesso che vale, in scala domestica, per l'assicurazione contro il terremoto sulla casa: la garanzia c'è solo se è scritta nero su bianco.

Come muoversi adesso senza sbagliare fascia

Tre passaggi, in ordine.

Primo, individua la tua fascia reale — dimensionale o settoriale — e la data che ne consegue. Non fidarti dell'etichetta che ti sei dato: verifica dipendenti, fatturato e settore ATECO con chi tiene la tua contabilità.

Secondo, mappa il valore degli asset esposti: fabbricati, impianti, macchinari, scorte. È la base su cui si costruisce il massimale, e sottostimarlo significa scoprire il problema nel momento peggiore, a danno avvenuto.

Terzo, confronta più preventivi invece di firmare la prima proposta che arriva dalla banca o dal fornitore abituale. Su una garanzia obbligatoria e tecnica come questa, le differenze di premio e di condizioni tra compagnie sono ampie.

Come broker digitale ti diamo una mano proprio su questo: capire in che fascia ricadi, cosa ti serve davvero e mettere a confronto le soluzioni delle diverse compagnie senza vincoli. Se vuoi partire dai numeri della tua azienda, dai un'occhiata alla pagina dedicata all'assicurazione contro gli eventi catastrofali per le imprese e richiedi una valutazione. Meglio arrivare alla scadenza con la polizza in mano che rincorrerla dopo.

Pagina revisionata da Giorgio Campagnano — Founder & Broker assicurativo, iscritto al RUI sez. B n. B000444488.

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