Glossario assicurativo · Concetti di polizza
Capitale Assicurato
Il capitale assicurato è l'importo massimo coperto dalla garanzia: nelle polizze danni corrisponde al valore dichiarato dei beni, nelle polizze vita alla somma erogata ai beneficiari in caso di morte o invalidità permanente dell'assicurato.
Sinonimi: Somma assicurata
Capitale assicurato: cosa significa
Il capitale assicurato è l'importo massimo coperto dalla garanzia. È, in sostanza, il tetto entro cui la compagnia si impegna a indennizzarti. Sopra quella cifra, il rischio resta a carico tuo. Sembra un dettaglio tecnico, ma è il numero più importante di tutta la polizza: stabilirlo bene fa la differenza tra una copertura che funziona e una che ti lascia scoperto proprio quando serve.
Il valore non lo decide la compagnia da sola. Si basa su una dichiarazione del contraente relativa al valore dei beni oggetto della polizza. E qui sta una responsabilità precisa di chi sottoscrive: dichiarare con onestà e precisione, perché da quel numero discende tutto il resto.
Capitale assicurato nel ramo danni
Nelle polizze danni — pensa a una polizza casa o a una copertura aziendale — il capitale assicurato corrisponde al valore dei beni che vuoi proteggere. L'errore classico, che si vede di continuo, è la sottoassicurazione: dichiari un valore più basso del reale per pagare meno premio.
Il problema arriva al sinistro. Se hai assicurato l'immobile per 100.000 euro ma ne vale 200.000, in caso di danno la compagnia può applicare la regola proporzionale e indennizzarti solo per la metà. Insomma, risparmi qualche euro all'anno e poi ti ritrovi rimborsato a metà. Meglio allineare il capitale al valore assicurato reale, ed eventualmente rivederlo nel tempo.
Capitale assicurato nella polizza vita
Nelle polizze vita il concetto cambia natura. Qui il capitale assicurato è la somma che verrà erogata agli aventi diritto in caso di morte o invalidità permanente dell'assicurato. Non è il valore di un bene, ma la protezione economica che lasci a chi ti sta vicino, o che tutela te stesso in caso di evento grave.
La regola è lineare: il premio è direttamente proporzionale al capitale. Più alta è la somma che vuoi garantire ai beneficiari, più alto sarà il premio da pagare. Per questo conviene calibrare il capitale sui bisogni reali — un mutuo da coprire, i figli da mantenere, il reddito da rimpiazzare — e non a caso. Esistono poi forme in cui questo importo non resta fisso: può crescere col capitale rivalutabile, seguire l'inflazione col capitale indicizzato o ridursi nel tempo col capitale decrescente.
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