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Glossario assicurativo · Sinistri

Danno Patrimoniale

Il danno patrimoniale è la lesione economicamente valutabile al patrimonio del danneggiato, articolata in danno emergente (perdita subita) e lucro cessante (mancato guadagno).

Sinonimi: Danno economico, Pregiudizio patrimoniale

Cosa significa danno patrimoniale

Il principio di partenza lo fissa il codice civile: chiunque cagioni ad altri un danno ingiusto è tenuto a risarcirlo. Da qui la grande divisione del nostro ordinamento tra danno patrimoniale e danno non patrimoniale.

Il danno patrimoniale, come dice la parola, colpisce il patrimonio. È la lesione economica che si misura con criteri di mercato, quantificabile in euro in modo abbastanza diretto. Se in un sinistro il danneggiante rovina un bene altrui, il danno patrimoniale è quanto serve per rimettere quel bene in sesto.

Le due componenti: danno emergente e lucro cessante

Il danno patrimoniale non è un blocco unico. Si divide in due voci che vanno tenute distinte:

  • Danno emergente — la perdita diretta e immediata. La macchina da riparare, il bene distrutto, le spese già sostenute.
  • Lucro cessante — il guadagno che non arriverà a causa dell'illecito. Una perdita che non si è ancora prodotta ma che si produrrà in futuro, traducendosi in mancato profitto.

Il primo guarda a ciò che è uscito dal patrimonio, il secondo a ciò che non vi entrerà. Confonderli porta a chiedere meno di quanto spetta.

Contratto o responsabilità extracontrattuale

Il risarcimento può scattare in due scenari. Quando danneggiante e danneggiato sono legati da un contratto (responsabilità contrattuale), e quando non lo sono affatto (responsabilità extracontrattuale, come tra due automobilisti che non si conoscono). Pur partendo dalla lesione, il risarcimento può derivare anche da un comportamento materiale o da un inadempimento.

Cosa deve provare il danneggiato

Qui sta il punto pratico, ed è severo. Per ottenere il risarcimento non basta dire di aver subito un danno: occorre dimostrare tre cose.

  1. Il nesso causale — che il danno è conseguenza immediata e diretta della condotta del responsabile.
  2. La sussistenza — che il danno esiste davvero, non è solo ipotetico.
  3. La quantificazione — quanto vale, con documenti alla mano.

Manca uno di questi pilastri e la richiesta cade. Il pregiudizio deve stare in rapporto di causa-conseguenza con la condotta del danneggiante, sempre.

Un esempio concreto

Un furgone tampona la vetrina di un negozio a Torino. La riparazione della vetrina e della merce esposta costa 5.000 euro: danno emergente. Il negozio resta chiuso quattro giorni e perde 3.000 euro di incassi documentati dai registratori di cassa: lucro cessante. Insieme fanno 8.000 euro di danno patrimoniale, tutto provabile carta per carta.

Cosa significa per la tua assicurazione

Distinguere bene le voci di danno serve a non sottostimare un sinistro. La RC della tua assicurazione auto copre i danni patrimoniali che provochi a terzi, mentre per il tuo veicolo puoi valutare una garanzia kasko. Sapere cosa risarcisce ciascuna copertura è il primo passo per non scoprire i buchi dopo l'incidente.

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