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L'audioprotesista è una professione sanitaria: la RC è obbligatoria

L'audioprotesista non vende semplicemente un dispositivo: valuta il residuo uditivo, sceglie l'apparecchio, ne cura la prova e l'adattamento sul singolo paziente. È a tutti gli effetti una professione sanitaria, iscritta all'albo TSRM-PSTRP, e questo cambia la natura della copertura. La RC professionale audioprotesista non è un optional commerciale: è un obbligo che discende dall'iscrizione all'ordine. Chi lavora senza polizza risponde con il proprio patrimonio dei danni causati durante l'attività, e resta fuori regola rispetto ai doveri deontologici.

Legge 3/2018 e Legge Gelli: perché la copertura è dovuta

La Legge 3/2018 (Legge Lorenzin) ha riordinato le professioni sanitarie istituendo l'ordine dei TSRM e delle professioni tecnico-assistenziali, tra cui l'audioprotesista. Da lì nasce l'obbligo assicurativo, che per l'attività svolta in ambito sanitario è rafforzato dalla Legge 24/2017 (Gelli-Bianco). Vale la pena leggerlo insieme al quadro generale della RC professionale: l'obbligo non riguarda solo chi lavora in una struttura, ma anche il titolare del centro acustico e il professionista che opera in convenzione col Servizio Sanitario.

Prova, adattamento e regolazione: dove nasce davvero il rischio

Il momento delicato non è la vendita, è la regolazione. Un apparecchio impostato con un guadagno troppo alto può affaticare o danneggiare il residuo uditivo; una protesi scelta male sull'audiogramma lascia il paziente insoddisfatto e, a volte, in una condizione peggiore di prima. C'è poi la fase dell'impronta per l'auricolare su misura — una manovra sull'orecchio esterno che, se condotta senza cautela, può provocare lesioni al condotto. Sono questi gli scenari che generano contestazioni: non il difetto di fabbrica, ma la scelta tecnica e l'adattamento. La polizza deve coprire sia il rischio della prestazione sia quello legato al dispositivo consegnato.

Il confine con l'ORL: fin dove arriva la tua responsabilità

L'audioprotesista lavora a valle della diagnosi, non al posto del medico. La prescrizione dell'apparecchio e l'inquadramento della patologia spettano all'otorinolaringoiatra: interpretare come semplice ipoacusia da protesizzare un segno che meritava un approfondimento medico — un'asimmetria improvvisa, un acufene monolaterale — espone due volte, sul piano civile e su quello della copertura, che tutela l'attività propria del ruolo e non l'atto medico. Gran parte dei pazienti è anziana e fragile: la relazione con il logopedista e con lo specialista va gestita con la stessa attenzione che si mette nella regolazione. Utile confrontare l'impianto della copertura con quello di altre professioni sanitarie tecniche come il fisioterapista.