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Assicurazione RC Influencer: cos'è e come funziona?

Fare l'influencer è un lavoro, e come ogni lavoro produce responsabilità verso terzi. Solo che qui il rischio non è fisico né materiale: è reputazionale e patrimoniale. Un post di troppo, una foto usata senza licenza, una collaborazione non dichiarata come pubblicità — e la richiesta di risarcimento (o la sanzione) arriva sul tuo tavolo. Il mercato assicurativo italiano non ha ancora una risposta strutturata per questa figura: la polizza RC professionale per influencer e content creator nasce per coprire proprio i rischi tipici di chi crea contenuti per mestiere.

Perché il creator è scoperto (e non lo sa)

La maggior parte degli influencer pensa: se qualcosa va storto, risponde il brand con cui collaboro o la piattaforma. Non è così. Il brand risponde della propria comunicazione, la piattaforma dei propri termini; tu rispondi di ciò che pubblichi a tuo nome. E i rischi del content creator non rientrano quasi mai nelle polizze generiche — né una RC della famiglia, né una RC professionale pensata per altri mestieri. È un vuoto di copertura che cresce insieme al settore, e questa è una delle prime pagine in Italia a nominarlo per quello che è.

Gli scenari di sinistro tipici dell'influencer

La garanzia interviene sui danni causati a terzi nell'attività di creazione e pubblicazione di contenuti. Quello che espone davvero chi fa questo lavoro:

  • la diffamazione: un commento, una recensione o un video su un'azienda o una persona che si traducono in una causa per danno all'immagine;
  • la violazione del copyright o della proprietà intellettuale: musica, immagini, font o video di terzi usati senza licenza, con la richiesta di risarcimento del titolare dei diritti;
  • la pubblicità occulta: una collaborazione non segnalata come contenuto pubblicitario, in violazione degli obblighi di trasparenza dell'AGCM e della Digital Chart dello IAP, con sanzione e danno al brand coinvolto;
  • il danno reputazionale a terzi: un contenuto che danneggia l'immagine di un'azienda, di un prodotto o di un professionista citato;
  • la violazione della privacy o del diritto all'immagine di persone riprese o nominate senza consenso.

Il dolo resta escluso: l'attacco costruito a tavolino per screditare qualcuno non è un rischio assicurabile. Vale la pena sottolineare l'aspetto della pubblicità occulta, perché è il più sottovalutato: l'AGCM ha aperto istruttorie e comminato sanzioni proprio sulla mancata indicazione della natura promozionale dei contenuti, e la responsabilità è personale del creator, non solo del brand.

Massimale e regime

Non esiste un massimale minimo di legge: il criterio è la portata del tuo pubblico e il tipo di contenuti. Chi ha un seguito ampio e lavora con brand strutturati espone un rischio — e un potenziale danno reputazionale — ben più alto di chi è agli inizi. Vale il regime claims made, con retroattività — un contenuto pubblicato oggi resta online e può generare una contestazione a distanza — e postuma. Se sei una partita IVA, il premio è deducibile dal reddito di lavoro autonomo (art. 54 TUIR). Se accanto ai contenuti offri consulenza di marketing o comunicazione, leggi anche la nostra pagina sulla RC professionale, quella per il consulente di marketing e la copertura Errors & Omissions.