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Assicurazione RC Professionale Interior Designer: cos'è e come funziona?

L'interior designer trasforma uno spazio: sceglie materiali, disegna soluzioni, segue il cantiere fino alla consegna. È un lavoro creativo che però tocca un bene di valore — la casa o il locale del cliente — e basta un errore di progetto o un danno durante i lavori per far nascere una richiesta di risarcimento. La polizza RC professionale per interior designer interviene, nei termini e nei limiti delle condizioni di polizza, su questi danni patrimoniali e materiali verso clienti e terzi.

L'assicurazione professionale per l'interior designer è obbligatoria?

La professione di interior designer non è regolata da un albo, quindi non scatta l'obbligo assicurativo previsto per gli iscritti agli ordini. Va però fatta una precisazione importante: se nell'incarico rientrano attività riservate — pratiche edilizie, progettazione strutturale, direzione lavori — quelle competono ad architetti o ingegneri abilitati, per i quali la polizza è obbligatoria per legge in base all'art. 5 del DPR 137/2012. L'interior designer che lavora sull'allestimento, sull'arredo e sulla finitura resta fuori da quell'obbligo, ma la copertura gli viene chiesta spesso dai clienti più strutturati e dagli studi con cui collabora.

Cosa copre la polizza RC professionale dell'interior designer

La garanzia interviene sui danni economici causati al committente o a un terzo per un errore professionale, e nelle versioni più complete anche sui danni materiali provocati durante il lavoro. Gli episodi tipici:

  • un errore di progetto nelle misure che rende inutilizzabile un arredo su misura già realizzato, da rifare a tue spese;
  • la specifica di un materiale o di un rivestimento inadatto all'uso, che si rovina poco dopo la posa;
  • un danno all'immobile del cliente — un pavimento graffiato, un impianto urtato, una parete macchiata — durante i sopralluoghi o il coordinamento del cantiere;
  • il mancato rispetto dei tempi concordati che fa slittare l'apertura di un negozio o di un locale, con il relativo danno economico.

Molte polizze per i creativi affiancano anche una tutela per la violazione colposa — non intenzionale — di diritti d'autore, utile quando un rendering o un progetto richiama troppo da vicino un'opera protetta. Restano sempre esclusi il dolo e le attività riservate svolte senza titolo: se firmi una pratica che non ti compete, nessuna polizza ti copre.

Quanto costa e quali massimali scegliere

Per un interior designer freelance il premio annuo parte indicativamente da 200–250 euro e varia in base al fatturato, al tipo di clientela (privati o commerciale/retail) e alle garanzie accessorie come il danno a cose di terzi in cantiere. Sul massimale non c'è un minimo di legge per questa figura non ordinistica; la raccomandazione di MioAssicuratore — un consiglio, non un obbligo — è orientarsi su 500.000 euro per chi lavora con clienti privati e salire oltre il milione per progetti commerciali di un certo valore.

Anche qui vale il regime claims made, con la retroattività che estende la copertura ai fatti precedenti la firma del contratto: un dettaglio da controllare, perché un difetto di progetto può manifestarsi a distanza di tempo. La garanzia postuma protegge invece dalle richieste che arrivano dopo la chiusura dell'attività. Sul fronte fiscale, il premio è deducibile dal reddito di lavoro autonomo (art. 54 del TUIR), mentre per l'eventuale interior designer dipendente si applica la detrazione del 19% dell'art. 15 del TUIR. Per orientarti tra clausole e coperture, dai un'occhiata alla nostra pagina sulla RC professionale e a quella dell'assicurazione architetto se il tuo lavoro sconfina nella progettazione.