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Nutrizionista: un titolo, tre profili diversi

La parola “nutrizionista” indica un'attività, non un albo unico. E questo, dal punto di vista assicurativo, cambia tutto. Chi elabora piani alimentari può essere un biologo nutrizionista iscritto all'Ordine dei Biologi, un dietista iscritto all'ordine TSRM-PSTRP, un medico specializzato in scienza dell'alimentazione, oppure un professionista formato ma non iscritto ad alcun albo. La RC professionale per nutrizionista va scelta a partire da quale di questi profili sei, perché obblighi e rischi non coincidono.

Il confine con la diagnosi: dove nasce il rischio più grosso

Il sinistro classico del nutrizionista non è il piano alimentare “sbagliato” in senso stretto. È lo sconfinamento. Prescrivere in presenza di una patologia che richiede il medico, non riconoscere un disturbo alimentare, elaborare una dieta per un paziente oncologico o diabetico senza le competenze cliniche adeguate: qui il rischio non è solo il danno alla salute, ma la contestazione di esercizio abusivo della professione medica. Molte polizze escludono espressamente l'attività svolta oltre i limiti del proprio titolo: leggere quella clausola è la cosa più utile che tu possa fare prima di firmare.

Piani alimentari e danno alla salute

Restando dentro i propri limiti, i sinistri esistono comunque. Un regime troppo restrittivo che provoca conseguenze cliniche, un'integrazione consigliata senza verificare interazioni o allergie, un percorso che peggiora una condizione preesistente non rilevata. Il cliente insoddisfatto che lamenta un danno alla salute chiede il risarcimento al professionista: è il rischio ordinario dell'attività, ed è il primo che la polizza deve coprire.

Consulenza online e a distanza

Una parte crescente del lavoro passa da videoconsulti, app e piani inviati via mail, spesso a clienti mai visti di persona. Questo allarga la platea ma anche l'esposizione: valutazioni fatte senza esame diretto, dati anamnestici incompleti forniti dal cliente, difficoltà a verificare l'aderenza. Conviene accertarsi che la copertura non si limiti all'attività “in studio” ma comprenda la consulenza a distanza, ormai la norma per molti nutrizionisti.