Indice
- L'ottico esercita un'arte sanitaria ausiliaria: cosa cambia per la polizza
- Ottico, optometrista e oculista: tre ruoli, tre responsabilità
- Nessun obbligo di legge, ma un rischio doppio: prodotto e prestazione
- Il confine da non superare: la misurazione della vista e l'atto medico
- Coperture RC per l'ottico
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L'ottico esercita un'arte sanitaria ausiliaria: cosa cambia per la polizza
L'ottico non è un medico e non è nemmeno una professione ordinistica: è un'arte sanitaria ausiliaria, riconosciuta ma priva di un albo proprio. Questo ha una conseguenza pratica diretta sulla RC professionale per ottico — non esiste un obbligo di legge di assicurarsi, come invece accade per medici e infermieri. La copertura resta però tra le più sensate, perché chi confeziona e vende dispositivi che correggono la vista risponde comunque dei danni che causa.
Ottico, optometrista e oculista: tre ruoli, tre responsabilità
Qui si fa spesso confusione, e la confusione, in polizza, costa. L'oculista è il medico che diagnostica e cura le patologie dell'occhio. L'optometrista misura e valuta la funzione visiva. L'ottico realizza il dispositivo — occhiale o lente a contatto — e lo adatta al cliente. Spesso più ruoli convivono nella stessa persona: la polizza deve coprire tutte le attività realmente svolte, non solo la qualifica di ottico stampata sull'insegna.
Nessun obbligo di legge, ma un rischio doppio: prodotto e prestazione
L'ottico ha un'esposizione particolare, perché il danno può nascere da due fronti. C'è il rischio prodotto — una lente difettosa, un montaggio sbagliato che provoca cefalee o disturbi — e c'è il rischio prestazione, legato alla consulenza e all'adattamento. Una polizza pensata bene copre entrambi: la responsabilità civile per la prestazione e la responsabilità da prodotto per ciò che esce dal laboratorio.
Il confine da non superare: la misurazione della vista e l'atto medico
È il punto più delicato. L'ottico può realizzare occhiali su prescrizione, ma non diagnostica patologie né prescrive terapie: quello è atto medico. Interpretare come semplice difetto refrattivo un segno che invece è patologico, o non indirizzare all'oculista chi ne avrebbe bisogno, espone sia alla richiesta di danni sia all'esclusione dalla copertura, che vale solo per l'attività propria del ruolo. Vedi anche la RC dell'ortottista e le altre coperture per le professioni sanitarie.
