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Assicurazione RC Professionale RSPP: cosa copre davvero

Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo. Coperture, massimali ed esclusioni sono regolati dalle condizioni di polizza e dal set informativo precontrattuale.

L'assicurazione RC professionale RSPP è la polizza di responsabilità civile professionale pensata per chi ricopre il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Tutela il professionista quando una consulenza, una valutazione dei rischi o un piano di prevenzione si rivela carente e da quella carenza nasce una richiesta di danni.

L'RSPP non firma un cantiere come fa un direttore lavori. Lavora prima: analizza i rischi, scrive il Documento di Valutazione dei Rischi insieme al datore di lavoro, propone misure, forma il personale. Se un infortunio viene ricondotto a una valutazione fatta male o a un rischio non segnalato, la sua posizione finisce sotto esame. Ed è lì che la polizza fa la differenza.

Perché un RSPP rischia in prima persona

C'è un equivoco diffuso: molti pensano che la responsabilità per la sicurezza ricada solo sul datore di lavoro. Non è così. L'RSPP, soprattutto quello esterno con partita IVA, risponde della qualità della consulenza che fornisce — e in caso di infortunio grave la magistratura valuta anche il suo operato.

La Corte di Cassazione, in più pronunce penali, ha riconosciuto la possibilità di un concorso di colpa dell'RSPP quando l'evento dannoso è collegabile a una valutazione del rischio inadeguata o omessa. Si tratta di un orientamento prevalente, anche se non uniforme: ogni caso viene valutato sui fatti concreti. La polizza RC professionale serve proprio a coprire le conseguenze civili (il risarcimento) di questi addebiti.

La polizza RSPP è obbligatoria?

Per l'RSPP non esiste un obbligo di legge generalizzato di stipulare la RC professionale, a differenza di quanto accade per gli iscritti agli ordini. L'RSPP non è una professione ordinistica: si accede al ruolo con i requisiti formativi previsti dall'art. 32 del D.Lgs. 81/2008, non con un'iscrizione a un albo.

Questo significa che la copertura è fortemente raccomandata, non imposta. Nella pratica però molte aziende committenti la richiedono in fase di affidamento dell'incarico: senza una polizza adeguata, un consulente esterno spesso non viene nemmeno preso in considerazione. Diverso il caso dell'RSPP che è anche ingegnere o architetto iscritto all'ordine: per quella figura l'obbligo assicurativo deriva dal DPR 137/2012, ma vale per l'attività professionale ordinistica.

RSPP interno e RSPP esterno: due situazioni diverse

La distinzione conta, e parecchio.

RSPP interno (dipendente)

Chi svolge il ruolo come dipendente dell'azienda è tutelato in parte dal rapporto di lavoro: in genere risponde verso il datore solo per dolo o colpa grave. Una polizza dedicata resta utile per coprire l'esposizione personale residua, ma il profilo di rischio è più contenuto.

RSPP esterno (consulente con partita IVA)

Qui il discorso cambia. Il consulente esterno risponde contrattualmente verso il committente e, sul piano extracontrattuale, verso i terzi danneggiati. È l'esposizione più ampia — ed è la figura per cui la polizza RC professionale RSPP diventa praticamente irrinunciabile.

Esempi di sinistro per un RSPP

Per capire cosa copre la polizza serve vedere i casi tipici. Eccone alcuni realistici.

  1. DVR carente su un rischio specifico

    • In un capannone della logistica un operatore si infortuna usando un transpallet su un pavimento dissestato. Dall'indagine emerge che il Documento di Valutazione dei Rischi non aveva considerato il rischio legato alla movimentazione su quella superficie. L'RSPP esterno viene chiamato a rispondere del danno.
  2. Formazione non aggiornata

    • Un addetto usa un macchinario nuovo senza aver ricevuto l'addestramento specifico previsto. L'RSPP aveva pianificato la formazione generale ma non quella sulla nuova attrezzatura. Il committente, dopo l'infortunio, gli contesta la lacuna.
  3. Misura di prevenzione proposta ma non documentata

    • Dopo un quasi-incidente in un'officina meccanica, il committente sostiene che il consulente non avesse segnalato per iscritto la necessità di una protezione su un macchinario. In assenza di tracciabilità della segnalazione, la posizione dell'RSPP si fa scomoda.

In tutti questi casi la polizza interviene sul risarcimento dovuto e sulle spese di difesa civile, lasciando a carico dell'assicurato eventuale franchigia o scoperto.

Quanto costa l'assicurazione RSPP

Il premio per una RC professionale RSPP parte da circa 200€ l'anno e arriva facilmente a 600€–900€ per chi gestisce molti clienti o aziende a rischio elevato. Niente di sorprendente: il prezzo segue il rischio. Pesano soprattutto questi fattori:

  • Numero e tipo di aziende seguite: un portafoglio di uffici costa meno di uno fatto di cantieri, industria chimica o metalmeccanica pesante.
  • Fatturato annuo da consulenza sulla sicurezza: più alto il giro d'affari, più alto il premio.
  • Massimale scelto: alzare la copertura aumenta il costo, ma su rischi importanti conviene non risparmiare.
  • Storico sinistri: chi ha già avuto richieste di danni paga di più.
  • Estensioni: la copertura per il ruolo di Coordinatore della Sicurezza (CSP/CSE) o per incarichi tecnici aggiuntivi incide sul premio.

Massimali e franchigie consigliati

Va distinto subito un punto. Per l'RSPP non esiste un massimale minimo imposto dalla legge, proprio perché manca l'obbligo ordinistico. Quelli che seguono sono i livelli che MioAssicuratore consiglia in base all'esperienza sul rischio reale — sono raccomandazioni, non un obbligo:

  • 500.000 € per chi segue prevalentemente uffici e attività a basso rischio;
  • 1.000.000 € come livello di equilibrio per la maggior parte dei consulenti esterni;
  • 2.000.000 € o più per chi opera su industria pesante, cantieri o grandi siti produttivi, dove un singolo infortunio grave può generare richieste molto elevate.

Sulla franchigia il ragionamento è semplice: accettarne una più alta abbassa il premio, ma sposta su di te la prima fascia di danno. Su rischi importanti, meglio una franchigia contenuta.

Claims made, retroattività e postuma

Le polizze RC professionale RSPP funzionano quasi sempre in regime claims made: copre la richiesta di risarcimento che arriva mentre la polizza è attiva, anche se l'errore risale a prima — purché entro la data di retroattività pattuita. Dettaglio non banale, visto che un infortunio può trasformarsi in causa anni dopo.

  • Retroattività: copre gli incarichi svolti prima della stipula, se non erano già noti sinistri o circostanze. È preziosa per chi fa il consulente da tempo e si assicura solo ora.
  • Postuma (ultrattività): protegge anche dopo la cessazione dell'attività per le richieste relative a incarichi passati. Utile a fine carriera.

Leggi il nostro approfondimento sulle clausole claims made e loss occurrence.

Cosa non copre la polizza RSPP

Nessuna polizza copre tutto, e diffida di chi te lo promette. Le esclusioni tipiche sono:

  • i danni causati con dolo;
  • le sanzioni penali e amministrative, che restano sempre personali;
  • i fatti già noti all'assicurato prima della stipula;
  • i danni derivanti da attività svolte senza i requisiti formativi previsti dall'art. 32 del D.Lgs. 81/2008;
  • gli inquinamenti dolosi o le responsabilità assunte per contratto oltre i limiti di legge.

Detraibilità fiscale del premio

Su questo punto la regola dipende da chi sei.

Se sei un libero professionista o consulente con partita IVA, il premio della RC professionale RSPP è un costo inerente all'attività e quindi deducibile dal reddito di lavoro autonomo ai sensi dell'art. 54 del TUIR. Diverso il caso del dipendente che sostiene a proprio carico una polizza personale: lì la regola del costo deducibile non si applica, e l'eventuale beneficio va valutato nelle forme della detrazione previste dall'art. 15 del TUIR. In caso di dubbio, conviene sempre un confronto con il proprio commercialista.