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Assicurazione RC Professionale Wedding Planner: cos'è e come funziona?
Chi organizza matrimoni lavora su un evento che non si ripete. Niente prove generali, niente seconda data: il sì arriva una volta sola. E proprio per questo il wedding planner regge sulle spalle un'aspettativa enorme — quella di due sposi e spesso di un centinaio di invitati. Basta un fornitore che salta, un allestimento consegnato sbagliato, una location che annulla all'ultimo, e il danno non è solo economico: è emotivo, ed è difficile da rimarginare. La polizza RC professionale per il wedding planner nasce per coprire proprio questo: la responsabilità civile verso gli sposi e i terzi quando, per un errore o una negligenza nell'organizzazione, qualcosa va storto.
QUANDO SERVE LA POLIZZA RC PROFESSIONALE AL WEDDING PLANNER
Il wedding planner non rientra in un albo professionale, quindi non esiste oggi un obbligo di legge specifico che imponga la copertura — diversamente da avvocati o ingegneri. Resta però un punto fermo: il professionista risponde con il proprio patrimonio dei danni che provoca al cliente per inadempimento o negligenza (artt. 1218 e 2043 del Codice Civile). In pratica, senza polizza il risarcimento esce dalle tasche del wedding planner. Molte coppie, e quasi tutte le location di fascia alta, oggi chiedono prova della copertura prima di firmare. La polizza tutela l'attività di:
- Coordinamento generale dell'evento e gestione del timing della giornata;
- Selezione, ingaggio e supervisione dei fornitori (catering, fioristi, fotografi, musicisti);
- Progettazione e cura dell'allestimento e degli spazi;
- Gestione del budget e dei pagamenti per conto degli sposi;
- Consulenza su location, inviti, viaggio e logistica degli ospiti;
- Assistenza in loco il giorno del matrimonio.
Va detto con onestà: la responsabilità del wedding planner verso i danni causati materialmente dai singoli fornitori non è automatica e dipende dal contratto e dal ruolo effettivo (mandatario o semplice coordinatore). Secondo l'orientamento prevalente, anche se non uniforme, chi seleziona e supervisiona i fornitori risponde della loro culpa in eligendo — cioè di averli scelti male. Per questo la copertura per i danni causati da soggetti incaricati è tra le più importanti da verificare in polizza.
COSA COPRE E COSA NON COPRE LA POLIZZA
Le polizze per wedding planner operano quasi sempre in regime claims made: rispondono alle richieste di risarcimento che arrivano per la prima volta mentre la copertura è in vigore, purché il fatto rientri nel periodo di retroattività previsto dal contratto. Tra gli scenari ricorrenti che possono dare luogo a una richiesta di risarcimento: la planner prenota la villa per il ricevimento, ma per un errore nella gestione del calendario la struttura risulta già impegnata e gli sposi devono ripiegare su una location di emergenza più costosa. Oppure il fotografo ingaggiato non si presenta e la coppia contesta alla planner di averlo selezionato senza verifiche adeguate. Sono situazioni in cui la garanzia di RC professionale può intervenire, nei limiti e alle condizioni previste dal contratto di polizza e dal set informativo precontrattuale. Restano fuori, di norma, il dolo (l'errore intenzionale), le penali contrattuali pure e i mancati guadagni della planner stessa. Il premio si calcola sul giro d'affari e sul numero medio di eventi gestiti in un anno. È bene leggere con attenzione franchigie e scoperti, perché su un sinistro da poche migliaia di euro possono incidere parecchio. Quanto al massimale, la legge non fissa un minimo per questa figura: si parte in genere da 250.000 euro, ma per chi cura matrimoni con budget importanti e tanti invitati MioAssicuratore consiglia di valutare massimali più alti — è una raccomandazione, non un obbligo, e va calibrata sul rischio reale dell'attività.
