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Assicurazione RC Sviluppatore Software: cos'è e come funziona?

Consegni codice, non consulenza. E il codice, prima o poi, si rompe in produzione — su un server che non è il tuo, mentre il cliente ci fa girare il fatturato. Qui sta il rischio dello sviluppatore software freelance: un bug che manda giù l'e-commerce del committente in pieno Black Friday non è un ticket da chiudere, è una richiesta di risarcimento per le vendite perse. La polizza RC professionale per sviluppatori (spesso venduta come Tech E&O, Errors & Omissions tecnologica) protegge il tuo patrimonio dal danno economico che il tuo lavoro può causare a chi lo usa.

Sviluppatore singolo o software house: perché non è la stessa polizza

C'è una differenza che pesa sul premio e sulle esclusioni. La copertura pensata per una software house o società di servizi informatici ragiona su team, subappalti e contratti strutturati. Tu, freelance o dev singolo, hai un profilo diverso: rispondi in prima persona, spesso senza un contratto blindato alle spalle, e il committente ti contesta direttamente il malfunzionamento. Questa pagina è costruita su quel profilo — il developer che fattura in proprio, non la partita IVA che rivende licenze di terzi.

Cosa copre davvero: gli scenari che vediamo

La garanzia interviene sul danno patrimoniale del cliente derivante da un tuo errore, una negligenza o un'omissione nello sviluppo. Gli scenari tipici del mestiere:

  • un bug in produzione che blocca l'applicazione del cliente o corrompe i suoi dati, con fatturato perso durante il fermo;
  • un deploy o una migrazione gestiti male che cancellano o danneggiano un database, senza un backup recuperabile;
  • il ritardo nella consegna oltre la deadline contrattuale, con penale prevista dal contratto o mancato go-live di un progetto legato a una scadenza commerciale;
  • una vulnerabilità introdotta nel codice — una libreria non aggiornata, un endpoint esposto — sfruttata da un attacco che si traduce in un data breach dei dati del cliente;
  • l'uso in consegna di codice o librerie di terzi senza rispettarne la licenza (violazione IP), con l'azienda cliente che si ritrova esposta.

Un chiarimento che qui serve. Molti sviluppatori pensano di essere coperti dalla polizza cyber dell'azienda per cui lavorano: non lo sono. Quella copre il danno che subisce l'azienda, non la responsabilità che ti viene contestata quando è il tuo codice ad averlo causato. Sono contratti diversi. Il dolo — il bug piazzato di proposito, la backdoor — resta fuori da qualsiasi copertura.

Obbligo, massimale, retroattività

Lo sviluppatore software non ha un obbligo assicurativo di legge: non è una professione ordinistica, non c'è albo né l'obbligo dell'art. 5 del DPR 137/2012. Nella pratica, però, la polizza te la chiedono i clienti strutturati prima di firmare il contratto di sviluppo, ed è sempre più spesso una clausola dei bandi. Sul massimale il criterio non è quanto fatturi ma quanto vale il sistema su cui lavori: chi tocca il gestionale di un e-commerce importante espone cifre che non c'entrano nulla con la propria parcella. Vale il regime claims made, con retroattività — fondamentale, perché una vulnerabilità scritta oggi può essere sfruttata e contestata un anno dopo — e postuma. Il premio è deducibile dal reddito di lavoro autonomo (art. 54 TUIR). Per orientarti tra clausole e massimali, leggi anche la nostra guida alla RC professionale e la pagina dedicata al consulente di cyber security, complementare quando allo sviluppo affianchi attività di sicurezza.