Indice

Assicurazione RC Professionale Home Stager: cos'è e come funziona?

L’home stager lavora su una casa che non è sua, per venderla meglio: sposta mobili, monta complementi, allestisce, fotografa. E firma un doppio rischio che quasi nessuno mette a fuoco. Da un lato quello materiale — stai movimentando arredi e beni dentro un immobile di altri, e un danno al parquet o a un mobile a noleggio è tutt’altro che raro. Dall’altro quello patrimoniale — il committente può contestarti che l’allestimento non ha prodotto la vendita che si aspettava. La polizza RC professionale per home stager serve a coprire tutte e due le facce, che una RC della famiglia o una polizza generica lasciano scoperte.

L’home stager è obbligato ad assicurarsi?

No, non per legge. L’home staging non è una professione ordinistica: niente albo, niente obbligo assicurativo degli iscritti agli ordini. Rientri tra le professioni non organizzate della Legge 4/2013. Nella pratica però la polizza è diventata un biglietto da visita: le agenzie immobiliari che ti danno gli incarichi ricorrenti, e i venditori di immobili di pregio, vogliono sapere che un eventuale danno durante l’allestimento è coperto prima di affidarti le chiavi.

Cosa copre davvero la polizza dell’home stager

La garanzia lavora su due binari. Il primo è la responsabilità verso terzi per i danni materiali; il secondo è il danno patrimoniale da errore professionale. Gli scenari che vediamo più spesso in questo mestiere:

  • un complemento che cade durante l’allestimento e segna il pavimento o una parete dell’immobile in vendita;
  • arredi e beni di terzi in consegna — mobili a noleggio, opere, complementi del venditore — danneggiati durante trasporto o montaggio;
  • un ritardo o un errore nell’allestimento che fa saltare un open house programmato dall’agenzia, con il committente che lamenta il danno economico;
  • il venditore che contesta come le aspettative di vendita lasciate intendere nell’incarico non si siano realizzate.

C’è un confine da tenere fermo, perché pesa proprio sull’ultimo scenario. L’home stager valorizza l’immobile per la vendita: non media la compravendita, non fissa il prezzo, non garantisce i tempi. Quello è il mestiere dell’agente immobiliare. Se nell’incarico ti spingi a promettere un risultato di vendita, sposti l’asticella della tua responsabilità e allarghi l’esposizione. Il dolo, come sempre, resta escluso.

Beni di terzi e massimale: su cosa ragionare

Il punto delicato dell’home staging è che lavori quasi sempre con roba non tua: l’immobile del venditore e gli arredi del tuo magazzino o a noleggio da un fornitore. La garanzia sui beni di terzi in consegna è quindi centrale, e va verificata caso per caso. Sul massimale non esiste un minimo di legge, trattandosi di professione non ordinistica: la raccomandazione di MioAssicuratore — un consiglio, non un obbligo — è dimensionarlo sul valore degli immobili e degli arredi che tratti davvero. Chi allestisce ville di pregio o movimenta grandi quantità di beni a noleggio espone cifre che non hanno nulla a che vedere con chi segue piccoli appartamenti. Vale il regime claims made, con retroattività e postuma, e con partita IVA il premio è deducibile dal reddito di lavoro autonomo (art. 54 TUIR). Per capire dove finisce il tuo ruolo e inizia quello di chi vende o arreda, leggi anche la nostra pagina sulla RC professionale, quella per l’agente immobiliare e quella per l’interior designer.