Glossario assicurativo · Vita e previdenza
FIP (Forma Integrativa Pensionistica)
La FIP (Forma Integrativa Pensionistica) è un contratto assicurativo individuale a carattere volontario che integra la pensione obbligatoria accumulando un capitale aggiuntivo, da erogare poi come rendita o capitale al pensionamento.
Sinonimi: PIP, Piano individuale pensionistico
Cos'è la FIP (Forma Integrativa Pensionistica)
La FIP è un contratto assicurativo pensato per una cosa sola: arrotondare la pensione pubblica. Versi una somma nel tempo, quel capitale viene gestito e rivalutato, e al momento del pensionamento ti torna indietro sotto forma di rendita o di capitale che si aggiunge all'assegno INPS. L'adesione è del tutto libera — nessuno ti obbliga — e ha natura individuale, quindi la sottoscrivi tu, a titolo personale, indipendentemente dal datore di lavoro.
Sul mercato la FIP rientra oggi nella famiglia dei PIP, i piani individuali pensionistici disciplinati dal D.Lgs. 252/2005, vigilati dalla COVIP. Il nome "FIP" è quello con cui molte compagnie hanno commercializzato questi prodotti negli anni Duemila, e che ancora ricorre nelle vecchie polizze.
Come funziona la FIP: rivalutabile o unit linked
Il meccanismo cambia a seconda della gestione finanziaria. Le due forme classiche sono:
- Assicurazione rivalutabile — i versamenti confluiscono in una gestione separata, con un rendimento minimo spesso garantito. Profilo prudente, oscillazioni contenute.
- Unit linked — il capitale è investito in fondi interni o OICR, e la rendita finale dipende dall'andamento dei mercati. Più potenziale di crescita, più rischio.
La scelta tra le due non è banale. Un dipendente a dieci anni dalla pensione di solito preferisce la rivalutabile; un trentenne con orizzonte lungo può sopportare la volatilità di una unit linked. È il classico bivio che vale la pena ragionare con calma, perché incide su quello che incasserai tra vent'anni.
FIP e vantaggi fiscali
Qui sta il vero motivo per cui in molti aderiscono. I contributi versati a una forma pensionistica complementare — FIP comprese — sono deducibili dal reddito fino a 5.164,57 euro l'anno. In pratica una parte di quello che metti da parte te la restituisce il Fisco sotto forma di minore imposta. Sui rendimenti maturati l'imposta sostitutiva è agevolata, e la tassazione della prestazione finale parte dal 15% e può scendere fino al 9% per chi ha aderito a lungo.
Esempio concreto: un libero professionista di Bologna con aliquota marginale al 38% che versa 5.000 euro l'anno recupera quasi 1.900 euro di IRPEF. Non è poco, ed è un dettaglio che spesso pesa più del rendimento del prodotto.
FIP e pensione obbligatoria: il punto
La FIP non sostituisce la previdenza pubblica, la affianca. È una scelta di capitalizzazione privata che si somma al sistema obbligatorio. Se vuoi inquadrarla nel quadro più ampio, leggi le voci sui Fondi Pensione e sul Fondo Pensione Aperto, che condividono lo stesso impianto a contribuzione definita. E se stai costruendo un piano di protezione completo, una polizza vita può integrarsi con la componente previdenziale.
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